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“WarFree - Lìberu dae sa gherra”, un progetto di pace e sviluppo sostenibile per la Sardegna

Davide Lao - 19 febbraio 2021

Proporre un’economia civile, sostenibile e libera dalla guerra, in primis per il Sulcis-Iglesiente ma anche per la Sardegna intera”. Si può sintetizzare nelle parole del ricercatore Stefano Scarpa il tema del webinar tenutosi venerdì 19 febbraio in cui sono stati presentati il progetto PE.CO.SA. (Peace Conversion Sardinia) e il marchio WarFree - Lìberu dae sa gherra, sviluppati da un gruppo di giovani laureati e laureandi dell’Università di Cagliari.

Il lavoro, coordinato dal Comitato Riconversione RWM, Ekiba - Chiesa Evangelica del Baden e Commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, è finanziato dalla Chiesa del Baden e dal fondo 8 per mille della Chiesa Valdese. Viene inoltre supportato da APS Link-Legami di Fraternità, da Socie e Soci di Banca Etica Sardegna Sud e dal comitato scientifico composto da docenti della Facoltà di scienze economiche, giuridiche e politiche dell’Università di Cagliari, tra cui il professor Stefano Usai, presidente della Facoltà e docente di economia applicata.

Obiettivi del progetto, come mostrato durante il seminario, sono l’introduzione di una nuova economia civile, che offra lavoro degno al territorio, e la valorizzazione della Sardegna come isola di pace, offrendo testimonianze dell’esistenza di valide alternative alle industrie produttrici di armi. La proposta è dunque di rilanciare il Sulcis Iglesiente, territorio marginale e sottosviluppato, nel quale povertà e disoccupazione generano attaccamento a industrie che inquinano e producono armamenti, come ricordato dalla professoressa Maria Letizia Pruna, ricercatrice in campo economico-lavorativo e docente di sociologia dello sviluppo e sociologia del lavoro presso l’Università di Cagliari, intervenuta durante il dibattito.

Concretamente il progetto si propone di creare posti di lavoro sostenibile, attraverso la realizzazione di una rete di supporto allo sviluppo delle imprese, e di generare valore tramite la promozione di prodotti etico-sostenibili sardi. Le imprese aderenti alla rete avranno accesso agevolato a forme di finanziamento, consulenza e pubblicizzazione mediante l'istituzione dello sportello agile o smart desk: un insieme di professionisti pronti a rispondere alle esigenze delle imprese in modo innovativo e flessibile.

Fondamentale per l’ingresso nella rete sarà la sottoscrizione della carta dei valori, a certificazione dell’adesione ai princìpi dell’economia civile, una prospettiva fondata su fraternità, reciprocità e sulla sostenibilità economica, ambientale ed etica. “Partire dai valori dà senso e forma al modo di fare impresa” ha sottolineato nel dibattito il professor Giuseppe Melis, ricercatore e docente di marketing e marketing turistico all’Università di Cagliari. Le imprese dovranno impegnarsi a rifiutare ogni comportamento che possa danneggiare la vita, la salute e il benessere dei lavoratori, dei consumatori e di ogni essere umano.

I prodotti delle aziende aderenti alla rete saranno poi venduti ai consumatori o a rivenditori fisici attraverso il sito e-commerce www.warfree.it con il sistema del drop shipping, che offrendo la possibilità di gestire direttamente il magazzino del produttore, permette di ridurre i costi gestionali e ambientali. I prodotti venduti in questa maniera saranno dotati del marchio etico-ambientale WarFree

- Lìberu dae sa gherra, a garanzia del rispetto della carta dei valori da parte delle aziende produttrici dei prodotti e servizi commercializzati sul sito. Particolare attenzione verrà prestata all’impatto ambientale, grazie all’utilizzo di packaging in materiale riciclabile o naturale e servendosi di servizi di trasporto e consegna sostenibili.

Sono più di 20 le imprese che hanno già aderito al progetto. I settori finora coinvolti sono quelli dell’agricoltura, artigianato, costruzioni, ristorazione, turismo e tecnologie avanzate. Entro marzo si prevede la costituzione della rete. Seguiranno ad aprile la registrazione del marchio e a maggio l’attivazione del sito e-commerce.

 

Tra i tanti contributi da parte dei relatori e degli ospiti del webinar, tra cui quello della sindaca di Assisi Stefania Proietti e di Livio Bertola, presidente nazionale delle Aziende per l’Economia di Comunione, ha chiuso la serata l’intervento della relatrice Cinzia Guaita, che ha ricordato come dietro il progetto vi sia una rete di persone unite da amicizia e fiducia reciproca. Il cammino del progetto PE.CO.SA. si fonda proprio sull’importanza delle risorse umane. “E questa è la nostra forza”.

Alessandra Loche - 22/12/2020

Intanto, sono una decina, su 15 contattate dai promotori, le aziende che si sono rese disponibili a partecipare al progetto 'Pecosa' (Peace conversion Sardinia), per riconvertire produzioni dannose, come quella di armi nel Sud Sardegna, in attività pacifiche e sostenibili. Il Comitato riconversione Rwm l'ha presentato stamane per promuovere lo sviluppo del Sulcis-Iglesiente, area di rilevanza turistica e di eccellenze artigianali e agroalimentari. Il primo obiettivo dell'iniziativa è "proporre una nuova economia civile, sostenibile e warfree", ha spiegato il ricercatore Stefano Scarpa, "che possa dare lavoro degno nel nostro territorio, offrendo spunti di riflessione e strumenti di promozione alle imprese già presenti e sostenendo la creazione di nuove realtà imprenditoriali".

Le aziende che aderiranno al progetto si impegneranno a rispettare una carta dei valori e potranno utilizzare il marchio etico ambientale (sarà registrato nei primi mesi del 2021) che lo certifica.

https://www.agi.it/economia/news/2020-12-22/bombe-sardegna-conte-rwm-10749001/